Nato a Trieste nell'inverno del 1950, al mattino presto, in una giornata di Bora scura. Alto 180 centimetri, pesante 120 chili. Acquario ascendente Orso. Sposato. Due figli. Un cane. Un gatto. Un limone. Un abete. Un tavolo da disegnatore. Un computer. Tre paia di occhiali. 

 

Un po' sintetico, ma esatto. 

 

Sono quello senza cravatta. 


Qualche altra notizia molto velocemente. 

 

Dopo alcune esperienze nel mondo del calcio ed altre in alcuni mestieri, ho dedicato dieci anni ad un grosso computer che all'epoca si chiamava Calcolatore elettronico e occupava uno stanzone.

Poi, a quarant'anni, smisi di fumare e scoprii i fumetti.

 

Avevo già lavorato per un paio di giornali locali con strisce, vignette, illustrazioni e copertine, ma fui attratto dai fumetti e tentai d'imparare a farli. 

 

E' inutile dire che la cosa è più difficile di quanto sembri. Credevo di saper disegnare e, ancora oggi, consumo molte matite e moltissima gomma. Credevo di saper raccontare e ancora oggi ho grossi dubbi ad ogni scena.  

 

Il primo fumetto vero e proprio lo mostrai a Vittorio Giardino, durante una visita-lezione al suo studio.  

 

Ricevetti molti consigli. A Lucca, quell'anno, mi presentò Rinaldo Traini che accettò il "Ritocco di cronaca" , scritto su un particolare della vita di Rembrandt.

Quindi Comic Art acquistò anche alcuni racconti tappabuchi della serie "Nuvola rossa". Fui e sono onorato di vedere le mie pagine stampate assieme a quelle di grandi fumettisti come Toppi, Micheluzzi, Crepax, Tardi, Eisner, Cavazzano, Otomo, Torti, Bacilieri, Mastantuono.

 

Poi vennero altri lavori, altre vicende, comuni a molti, qualche mostra di quadri, qualche intoppo e gli anni corsero. 

Ebbi la possibilità di sceneggiare "Vedrò Singapore?" di Piero Chiara. Iniziò così la mia collaborazione con la Lizard e vengono pubblicati anche "Mont Uant" ed "Est Nord Est".

 

“La porta di Sion” mi fa vincere il Gran Guinigi al LUCCACOMICS 2010.
Nel frattempo escono tre volumi dedicati alle "
Maldobrìe", racconti sulla Trieste asburgica scritti dal duo Carpinteri & Faraguna.

 

Continuo a scrivere, sceneggiare, disegnare. Perché mi piace.