04 Apr 2010

Via Santo Stefano

bicchiere.jpgpiadina.jpg Leggendo l’amico Roberto Franco, su  http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/, mi è tornata alla mente una sera primaverile di molti anni fa. Doveva essere subito dopo Pasqua.

Via Santo Stefano. A destra, andando verso il centro di Bologna, c’era e c’è ancora credo, un piccolo bar. Ma sembrava più una latteria. Tutto era bianco come il padrone. Uno di quei tipi che vivono solo di notte e che se li porti a Rimini un giorno d’estate ti aspetti che brucino, così, subito, come un cerino. Avevamo pochi soldi e prendevamo una fetta di Piadina con un bicchiere di Lambrusco come aperitivo e come cena, prima di raggiungere Piazza Grande.
Eravamo in tre e facevamo assieme la mia età di oggi.
Un giovane, non molto più vecchio di noi, si materializzò accanto al bancone. Aveva un berretto di lana anche se era già aprile. Era un tipo un po’ rozzo, con la barba ed i capelli lunghi. Mi fissò un attimo. “ Posso offrire io?”- disse.
Sulle prime non capivo di cosa e con chi stesse parlando, ma si ripetè riguardandomi. Mi fissò intensamente anche il padrone da dietro la macchina del caffè. Non risposi al primo e rimasi interdetto ancora di più vedendo il secondo farmi un leggerissimo cenno negativo con gli occhi ed il naso, tenendo la testa immobile per non farsi vedere dal giovane che insisteva. “ Ti secca se te lo offro io?”- disse e non so cos’altro perché ero rapito dal pallido che continuava a dir di no con tutto meno che con il capo.
Mi decisi a rifiutare, più volte, ringraziando il giovane. I miei compagni erano silenziosi e intenti a mordere e bere. Il giovane allora si alzò, non di molto, era piuttosto basso, ed uscì salutando il padrone chiamandolo per nome.
“Sai chi è quello?”- “No”- risposi.
“E’ Lucio, Lucio Dalla. Un…cantante, un musicista.”
“Ma perché voleva offrirmi il pasto?”
“Non lo sai veramente?”- “Beh, no.”
A quel punto i miei due compagni avevano finito, pagato, e dissero ch’era meglio andare. Ringraziammo, salutammo. A quell’epoca usava fare così.
Tre militari in divisa verso un cinema.
Due sere dopo ricapitammo dal pallido che si dilungò in spiegazioni.
Quando capii anch’io, in un certo senso ne fui gratificato. Poi pensai che non ero da cena a Re Enzo, ma da Piadina e Lambrusco.
Rimasi un po’ incazzato con Dalla fino agli anni ottanta.


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10 Mar 2010

Abbiamo passato una bella serata

Giardino.jpgAbbiamo passato una bella serata, chi presentava e chi era presentato, gli attori , il chitarrista e la cantante che hanno interpretato alcuni brani e quella cinquantina di spettatori-ascoltatori che avevano sfidato la bufera per venire al Circolo Culturale di Ronchi. In un primo momento sembrava che il maestro non potesse venire. Una fastidiosa influenza l’aveva influenzato.  
L’Allievo, invece, è quello grasso con le ciabatte bianche, strano connubio tra zoccoletti olandesi e ceste del pane. Era estate, come avranno intuito i più smaliziati, e credo si parlasse del perchè le idee non si colgono dagli alberi, discorso che abbiamo ripreso appunto quella sera di febbraio.
Un po’ di storia, qualche rimando a celebri testi e a celebri autori, molte fotografie ( qualche autografo!) e tanti saluti.
Voglio ribadire il mio grazie a tutti gli umani e a Roberto Franco. 


Walter Chendi




05 Feb 2010

Walter Chendi.  La porta di Sion (Trieste 1938).

Il romanzo a fumetti come strumento filologico.

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Venerdì  26 febbraio 2010, alle ore 20.45, presso la sede del Consorzio Culturale del Monfalconese (Villa Vicentini Miniussi di Ronchi dei Legionari) il disegnatore triestino Walter Chendi presenta il suo ultimo lavoro La porta di Sion (edito da BD Edizioni, Milano), pubblicato lo scorso 27 gennaio.
L’incontro, intitolato Walter Chendi.  La porta di Sion (Trieste 1938).  Il romanzo a fumetti come strumento filologico si inserisce nel programma Esercizi di Memoria 2010, organizzato dal Consorzio Culturale del Monfalconese.

A dialogare con Chendi, l’autore di fumetti di fama internazionale Vittorio Giardino, buon conoscitore della cultura ebraica.

La presentazione è accompagnata da alcune letture sul tema e da musiche tradizionali yiddish interpretate da Alessandra Franco (voce) e Sergio Giangaspero (chitarra).
Nella stessa sala, inoltre, sono visibili le tavole originali ed i bozzetti realizzati dall’autore per il volume: la mostra, a cura dell’Associazione Culturale ARTeFUMETTO di Monfalcone, prende il titolo dal nuovo volume e si inaugura venerdì 19 febbraio , alle ore 11.30 alla presenza degli studenti e degli insegnanti di alcune classi delle scuole medie e superiori. L’evento è promosso dal Consorzio Culturale del Monfalconese, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ronchi dei Legionari e dall’Associazione Culturale ARTeFUMETTOdi Monfalcone.
La mostra è visitabile fino a domenica 28 febbraio 2010 con i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; lunedì e mercoledì anche nel pomeriggio, dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 12.




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09 Jan 2010

Pagine Ebraiche

Ecco due pagine dell’articolo dedicato a “La porta di Sion” da “Pagine ebraiche”, mensile di attualità e cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nel numero uno di quest’anno.
Due ottime pagine che devo all’interessamento del Direttore Guido Vitale che è stato tanto  disponibile nell’approfittare di una sua visita a Trieste per imbastirle assieme alla giornalista Rossella Tercatin, autrice dello scritto. Ai quali rivolgo un sentito ringraziamento.
 
Altre informazioni culturali si possono trovare sui siti www.paginebraiche.it e www.moked.it
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04 Jan 2010

Alla ricerca del tempo…


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Finito un romanzo che, a giorni, uscirà nelle librerie ti ritrovi all’improvviso a pensare: e ora? E ora? Negli ultimi due anni non hai fatto altro che dedicarti al pezzetto di vita del ragazzo ebreo di via Belpoggio. Ora un altro pezzetto di vita ha bisogno di respirare perché tu possa sentirti più vivo. Quale pezzetto? Perché questo e non quell’altro? In effetti durante questi due ultimi anni hai  anche ragionato sui prossimi due, o tre, o chissà, ma era un lavoro in ipotesi. Quaderni pieni di ipotesi.

E’ bello pensare alle prossime ferie, al luogo incantato che ti accoglierà. Poi devi decidere. Precisare. Rendere reale il concetto “bei giorni”. E tutto diventa più difficile, pratico, materiale, monetario, temporale, ridotto, atmosferico, sconosciuto, stancante, divertente, affascinatamente burocratico, mortalmente programmabile. Non è l’esempio forse più adatto alla nascita di un nuovo romanzo a fumetti, ma gli si avvicina, almeno in questo momento. Il momento della scelta. Ci sono tante storie da raccontare e così poco tempo. Com’è difficile dire faccio questa, poi farò tutte le altre e le altre ancora che aspettino. Ritorni così alla domanda più adatta: quale ti piacerebbe di più ora? Ora!

Sfogli i quaderni dove culli le idee, dove riponi le parole altrui, misuri i nomi affascinanti, ritagli le foto attinenti. Quaderni ordinatamente confusionari. I tuoi quaderni. Tu. Alla fine ricordi a te stesso che non stai per produrre una storia fondamentale per l’umanità.

Calma, genio.

E scegli.



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