20 Dec 2009

Auguri


valigia.jpgIn questi giorni si fanno auguri di ogni tipo, di prosperità, felicità, di serenità, di sanità e via accentuando. Il mio è di libertà. Libertà da ogni ipocrita settarismo. E’ bello “porre l’accento”. Buon …











Walter Chendi




13 Nov 2009

Nuvole a Trieste

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Una mostra di fumetti a Trieste è una rarità, ma che sia basata sul lavoro di autori triestini è ancora più raro e speciale. A mio parere è interessante per scoprire quanto sia differente il lavoro dei sei partecipanti. C’è Franco Devescovi che rappresenta il fumetto seriale  con i personaggi disegnati per “Il Monello”, “L’Intrepido”,con Billy Bis, Cristall, il Commissario Norton, Black Rider e con i molti per Bonelli: Martin Mystère, Mister No, Zagor, Tex. Una sicurezza e un esempio per molti.

C’è Mario Alberti, autore di storie fantascientifiche e supereroistiche con grande esperienza e capacità ha lavorato a Nathan Never, Legs Weaver, Morgana, Redhand e, ultimamente per la Marvel e DC Comics, a Spider Man e a molte copertine.

C’è Ambra Colombani raro esempio di fumettista femmina in un mondo, quello del fumetto, assolutamente maschilista. Ha collaborato con “La Cronaca Di Topolinia”, con la Bonelli per Jonathan Steele, con la Star Comics ed è una sottile illustratice.

I due fratelli Pastrovicchio, seppur provenienti da Topolinia, sono triestini e saranno presenti con molte tavole Disney. Basterebbe la fabbrica di provenienza per capire la potenza di quei motori, ma sono certo che l’esposizione dimostrerà meglio di poche mie parole la capace professionalità dei due.

E poi c’è Walter Chendi.



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09 Sep 2009

SPUTNIK

Sto continuando a lavorare sul colore, anzi sui grigi  de “La porta di Sion”, di cui innumerevoli volte ormai ho scritto, ed è per questo che vi propino un altro piccolo racconto. Leggetelo mentre aspettate frementi  che la porta si apra. E’ la storia di un guardiano notturno alla Raffineria, con la passione per i racconti della serie “Urania”, che incontra due extraterrestri molto particolari. Lo Sputnik passava silenziosamente e mio padre me lo indicava, là, quel puntino in mezzo ai mille puntini che nel 1957 riuscivi ancora a vedere nel cielo. Lo Sputnik. Credo fosse il suo entusiasmo a farlo girare attorno alla terra. Ancora oggi...

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Walter Chendi




14 Aug 2009

Il posto delle fragole

Ogni tanto ti perdi, o ti ritrovi, in mezzo alle centinaia di foto che hai accatastato in un luogo nascosto della casa. Non ricordi più cosa stessi cercando, ma, come ti capita troppo spesso, hai seguito il corso di pensieri più in sintonia con quel che scorre sotto i tuoi occhi. Una foto del tuo cane d’allora ti ha portato a pensare a quanti cani hai avuto e così hai cercato in altre inquadrature. Ma non ce n’erano molte e ti sei ritrovato a deviare verso quelle più vecchie dove c’erano anche molti gatti. Un’orrenda cartolina da Londra con un micio vestito da Nelson ti ha fatto sterzare. Un altro album. Un altro pacco. Un’altra vita. Eccola. Su quella ti sei fermato.
Ci sono molte persone che hai frequentato per poco tempo, ma che ti è difficile dimenticare. Li saluti uno per uno e su certi ti soffermi perché i loro nomi ti sfuggono. Molti nomi, molte parole cominciano a sfuggirti, ma ricordi ancora l’odore di quell’erba ed il confuso brusio del vicino college. Bianco e nero. Formato 18x22. Dono di un gentile italo-inglese. Quarant’anni fa eri convinto che la tua vita girasse attorno ad un pallone. Dopo quarant’anni ti accorgi che nella foto il pallone l’avevano altri. Un caso? Era il St Mary’s College di Twickenham sulla Waldergrave Road. Ci sono nomi più inglesi di questi? Poi ti ricordi che la zona si chiamava Strawberry Hill. Roba da regista svedese. Sembra veramente troppo per una foto sola. Anno 1969. Un bel luglio.

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01 Aug 2009

LA DAMA POLACCA

Un altro racconto estivo. Di un’estate lontana. Di quando seguivo mio padre che andava a “giocare”. Non era gioco d’azzardo, ci si giocava il cappuccino o lo spritz, ma per lui il gioco della dama era importante. Io mi annoiavo e non seguivo le partite, ma mi piaceva già allora guardare la gente. Quelle partite interminabili all’osteria di fronte al cimitero le ricordo ancora. Io bevevo Moscatella, i “comunali” di solito centellinavano Merlot. Le storie dei fantasmi del Monumentale avevano il profumo del vino rosso e mi sembravano ancora più vietate. Erano affascinanti come la Dama di Cracovia. Estate 1958. Certe volte credo che tutto sia capitato quell'anno. Ora sono qui ad agitare una dose di nostalgia come fosse un ventaglio.

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