14 Apr 2009

La porta di Sion


Ho trovato una piccola foto. Ci sono delle piccole signore che mi hanno raccontato alcune piccole storie. Roba vecchia per vecchi. Molte volte le vecchie storie ritornano. Sta a noi decidere di permetterlo o meno.


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14 Mar 2009

La porta di Sion

Walter Chendi La porta di Sion

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Walter Chendi La porta di Sion

Qualche anno fa trovai il catalogo di una mostra che si era tenuta a Trieste. Parlava del ruolo che quel porto aveva avuto nella vita di quasi 160.000 ebrei che in venti anni avevano abbandonato l’Europa.
Mi sembrò subito una parte di storia che era affascinante raccontare.
Un mio noto maestro ha dichiarato più volte che scrive e disegna le storie che vorrebbe leggere.
In questo caso è accaduto anche a me.
I migranti, ebrei dell’Europa centrale, giungevano in treno dalla Germania, dall’Austria, dalla Polonia, dalla Cecoslovacchia. La lunga fila di persone e carretti carichi di bagagli che percorreva le Rive era una immagine abituale di ogni martedì di ogni anno.
Venivano ospitati in città dal Comitato di assistenza, il Misrad, per i giorni necessari all’espletamento delle pratiche d’imbarco. Trovavano accoglimento nelle scuole israelitiche, attrezzate di cucine e letti, presso alcune famiglie e in un paio di alberghi.
Dal 1920 al 1943 partivano le navi del Lloyd Triestino per Eretz Israel. Ogni mercoledì alle tredici la Palestina o la Tel Aviv, la Galilea o la Gerusalemme, salpavano per giungere a Caifa il lunedì successivo. Dovendo passare il sabato a bordo, le navi erano equipaggiate con una piccola Sinagoga. Le cambuse, gestite da personale apposito, fornivano cibi kasher. Come riconoscimento del contributo svolto la città fu chiamata “Porta di Sion”. Nel 1938 Mussolini giunse quindi a Trieste, città che è bene sottolinearlo, aveva la più alta percentuale di ebrei di tutta Italia, per pronunciare il discorso che confermò l’instaurazione delle leggi razziali e ne esaltò la necessità. La mia storia si svolge nei giorni a cavallo di quel discorso divenuto spartiacque della condizione di molti.

Perché ho voluto mettere questi miei piccoli quadri?
C’è , nel romanzo, una strana faccenda. La faccenda dei piedi nudi. Tutti gli ebrei, da un certo momento si ritrovano a piedi nudi come, più tardi, si ritrovarono con la croce di David da esporre al petto.

E’ un ricordo. Tutte le storie sono, in fondo, ricordi personali. Questo è il ricordo di una frase dettami dalla mia bisnonna, non so più in quale occasione, in relazione al discorso del 18 settembre 1938:

“Ci sentivamo, o meglio, io mi sentivo come se mi fossero sparite le scarpe dopo quel discorso. Qualcosa mi era stato tolto. Avevo paura di farmi male e, al contempo, tutti vedevano i miei piedi nudi. Ero diversa.” .

Più o meno così disse. Mi tornò alla mente quella immagine quando iniziai il lavoro e mi sembrò una buona idea.
Forse lo è.


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28 Feb 2009

ANTEO

Scartabellando tra la molta carta che forma il mio passato ho ritrovato alcuni racconti che avevo scritto per farne dei fumetti. Storie speciali di persone semplici in tempi straordinari. Sono certo che un giorno, un giorno, realizzerò un libro con queste storie, ma per ora, per ora, credo di poter farle leggere a voi, se ci siete, e ai miei sei lettori fissi. Cominciando da "Anteo".


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16 Feb 2009

Libri

Il primo aggiornamento del sito riguarda la presentazione dei libri editi. Ho pensato che è molto meglio dare un assaggio compiuto dei vari lavori. Perciò all’apertura di ogni copertina potete sfogliare alcune pagine e farvi un’idea delle storie. Buona lettura.


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30 Jan 2009

Il nuovo sito

Il nuovo sito con molte immagini già pubblicate, molti inediti e qualche chiacchiera, ecco cosa trovate qui.
Da oggi voglio comunicare meglio il mio lavoro e spero di farlo con la Vostra partecipazione.
Quindi, si cominci...

Da molti mesi sto preparando il nuovo lavoro. S'intitolerà "La porta di Sion".
Se non sapete cosa sia La porta di Sion troverete certamente uno dei primi risultati di Google che vi dirà : è La Spezia, porto dal quale partirono nel 1946 circa 1100 ebrei per la Palestina, poi divenuta Israele. Un titolo onorifico, diciamo. La porta verso la nuova, antica Israele.
Invece no.
Ho scritto la storia di un ragazzo che viveva in un'altra città, anch'essa chiamata Porta di Sion, molto, molto prima. Da quel porto erano partiti dal 1920 quasi 150.000 ebrei. Non un viaggio, ma molti, tanto da essere settimanali, una linea di navigazione regolare. Navi equipaggiate di una piccola Sinagoga e di cucina kosher. Storia interessante.
Interessante per me perché quel porto era la mia città: Trieste. Una città conosciuta, di nome, in tutt'Italia e della cui storia tutt'Italia ignora quasi tutto.

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