04 Jan 2010

Alla ricerca del tempo…


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Finito un romanzo che, a giorni, uscirà nelle librerie ti ritrovi all’improvviso a pensare: e ora? E ora? Negli ultimi due anni non hai fatto altro che dedicarti al pezzetto di vita del ragazzo ebreo di via Belpoggio. Ora un altro pezzetto di vita ha bisogno di respirare perché tu possa sentirti più vivo. Quale pezzetto? Perché questo e non quell’altro? In effetti durante questi due ultimi anni hai  anche ragionato sui prossimi due, o tre, o chissà, ma era un lavoro in ipotesi. Quaderni pieni di ipotesi.

E’ bello pensare alle prossime ferie, al luogo incantato che ti accoglierà. Poi devi decidere. Precisare. Rendere reale il concetto “bei giorni”. E tutto diventa più difficile, pratico, materiale, monetario, temporale, ridotto, atmosferico, sconosciuto, stancante, divertente, affascinatamente burocratico, mortalmente programmabile. Non è l’esempio forse più adatto alla nascita di un nuovo romanzo a fumetti, ma gli si avvicina, almeno in questo momento. Il momento della scelta. Ci sono tante storie da raccontare e così poco tempo. Com’è difficile dire faccio questa, poi farò tutte le altre e le altre ancora che aspettino. Ritorni così alla domanda più adatta: quale ti piacerebbe di più ora? Ora!

Sfogli i quaderni dove culli le idee, dove riponi le parole altrui, misuri i nomi affascinanti, ritagli le foto attinenti. Quaderni ordinatamente confusionari. I tuoi quaderni. Tu. Alla fine ricordi a te stesso che non stai per produrre una storia fondamentale per l’umanità.

Calma, genio.

E scegli.



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