31 Jan 2011

Due telefonate

ChendiWEB.jpg
"Chendi - Ferrara 1934"
“La porta di Sion”, sì, ne parlo ancora, ma per motivi assolutamente diversi dalla promozione o dall’auto-incensamento.
Quel fumetto mi ha dato un paio di nuove sorprese: ho ricevuto due telefonate. Bella roba, diranno i miei dodici lettori, ma sono telefonate notevoli, anche se una dal signor Editore Francese sembrerebbe più importante.
La prima, più di un mese fa, è stata di una signora che, avendo letto della storia, si voleva informare sull’autore e dei suoi motivi. La telefonata arrivava da Israele e la signora mi annunciava che sarebbe venuta a Trieste essendo una mia concittadina. Non è interessante, in modo particolare, che avessi una lettrice lontana, ma che, per qualche canale misterioso o semplice come un giornale, ne avessi un riscontro così diretto. Qualche giorno fa ci siamo incontrati al Caffè San Marco e abbiamo parlato un po’. Chiacchiere, pensieri, qualche ricordo, un caffè lungo, un cappuccino triestino e i saluti con l’augurio di poterci rivedere, magari là, dove lei vive dal 1956.
La seconda è, in fondo, molto simile. Un’altra signora mi telefona una sera, ma da Como. Ha visto il libro, ha visto il nome dell’autore e si è incuriosita. Perché anche lei si chiama Chendi.
Insomma, dovete sapere, anzi, non è dovere di nessuno saperlo, ma è utile sappiate che sopra il mio tavolo c’è da sempre l’ingrandimento di una vecchia foto. Una fotografia che ritrae la riunione di famiglia del 1934 a Ferrara, nell’orto dietro casa. Vi appaiono diciotto adulti e dieci tra ragazzi e bambini. L’occasione erano le nozze d’oro dei miei bisnonni ed il battesimo, ora lo so, della sorellina di questa nonna comasca che mi telefona. C’è anche lei, ovviamente, in quella foto, aveva quattro anni  ed era seduta davanti a mio padre quindicenne.
Immagino che leggere di queste telefonate non faccia a voi l’effetto che ha fatto a me riceverle, ma ho sentito il bisogno di notare che tra le soddisfazioni derivanti dal pubblicare qualcosa, ci sia anche la possibilità di conoscere, un po’, persone come queste due signore così gentili.


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