10 Oct 2011

Trent'anni.

Anno 1982. Non ricordo più in quale libreria comprai “ Rapsodia ungherese”. Disegno di copertina e titolo indirizzarono quella scelta, ma già dalla prima pagina capii che era stata giusta.
Non godetti del disegno fino a quando non finii di leggere la storia, poi, poi “guardai” quelle pagine con occhio attento. C’era molto da vedere e quella accurata quantità mi affascinava. Decisi di leggere quell’autore e comprai tutto il Sam Pezzo disponibile. Scoprii così l’evoluzione del lavoro di Vittorio Giardino. Evoluzione che vidi quasi compiuta con “La porta d’oriente”.
Max Fridman mi piaceva, non era-è l’eroe al quale mi aveva abituato il resto della produzione avventurosa che avevo digerito negli anni. Provavo, con lui, la calma aspettativa che sentivo per Michael Caine ed il “suo”  Harry Palmer.
Ora, anno di carta 2011, Giardino pubblica “L’avventuriero prudente”. Si dice sia la biografia del suo venditore di tabacco prestato allo spionaggio. Ma sono certo, non l’ho ancora vista perchè uscirà alla fine di ottobre in occasione della chermesse lucchese, si tratterà di aneddoti ed episodi che aumenteranno la statura di Fridman. Sono curioso.
Ci sarà anche una mia illustrazione tra quelle pagine, perché Giardino ha pensato di inserire gli “omaggi a Max” fatti da alcuni colleghi ed amici.
Dopo trent’anni mi ritrovo più vicino a Vittorio Fridman, ma confesso che ancora non lo conosco veramente.

Un particolare dell’illustrazione per il volume “L’avventuriero prudente” di V.Giardino.
Credo d’averla preparata quasi quattro anni fa.


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