23 Jun 2012

Protagonista e narratore

MB72.jpgCi sono, in questa storia, un paio di personaggi che sono nati mentre mi occupavo degli altri. Non me ne accorsi subito preso com’ero da quei ventitrè. E poi uno nuovo tende a mimetizzarsi. L’ultimo arrivato lo vedo timido d’apparire e volonteroso d’imparare il gioco della situazione. “Roba co’ l’ocio!”, ruba con l’occhio, mi diceva, molti anni fa, un mio maestro. Intendeva, credo, che se vuoi capire come stanno le cose, come devi comportarti, come si comportano gli altri, ti basta guardare attentamente ed imparare in silenzio. Così hanno fatto quei due personaggi.
Uno di loro, ci ha messo cinquantasette pagine, addirittura, prima di mostrarsi. Ma si è rivelato importante, forse il più importante di tutta la maledetta storia. E pensare che c’è voluto un errore d’aritmetica per generarlo!
Sì, so di essere ermetico e so anche che queste righe possono risultare balorde. Ma, vedete, qua in riva al mare, mi sento solo, così mi faccio consolare da questo o quel personaggio. Sono passati mesi dal loro parto, ormai camminano e parlano quasi senza aiuto. Un po’ di compagnia. Me la devono.
Poi c’è il narratore. Lo vedo spesso, ma non mi rivolge la parola. Ce l’ha con me per l’abito che gli ho dato.  
Non so come finire queste righe. Forse ci vorrebbe un altro uomo, donna, bambino, pirata o pennuto che, qui apparendo, si faccia carico di chiudere per me.

No.

Non appare.






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